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Alzheimer e demenza: i benefici dello Shiatsu

Ho praticato Shiatsu a persone con Alzheimer e demenza ad uno stadio moderato-severo di malattia per cinque anni all’interno della Residenza Protetta Non ti scordar di me e grazie al sostegno dell’Associazione Alzheimer Orvieto. Durante questa lunga esperienza ho realizzato una ricerca qualitativa fondata sul metodo della Ricerca-Azione.

I benefici dello Shiatsu su persone con Alzheimer e demenza sono documentati nella mia Tesi di Laurea dal titolo: Alzheimer e demenza. Efficacia del tocco sui disturbi del comportamento. Il 15 luglio 2021 mi sono laureata in Scienze dell’Educazione e della Formazione. È stata l’opportunità per sviluppare un lavoro ricco e articolato che potesse mettere in luce i dati raccolti unendo all’esperienza pratica aspetti teorici fondamentali.

I risultati della ricerca qualitativa esposti nella Tesi sono inoltre radicati in un quadro sociale, sanitario e assistenziale che rileva l’importanza di diffondere la conoscenza di tutte quelle attività che si occupano delle demenze vista l’incidenza che queste hanno sulla popolazione italiana, europea e mondiale

Ti invito a sfogliare il mio libro

Descrizione del testo

Ho iniziato questo studio descrivendo il naturale processo di invecchiamento e arrivando a parlare delle demenze,
in particolare dell’Alzheimer, e dei disturbi del comportamento ad esse correlate. Ho illustrato poi le terapie non farmacologiche sottolineandone l’importanza in quanto pongono la ‘persona’ al centro dell’intervento: un aspetto decisivo perché in questa malattia la perdita dell’identità comporta il rischio di svalutazione della ‘persona’.

Chiaramente ho dato ampio spazio allo Shiatsu come terapia non farmacologica: è una tecnica a mediazione corporea che agisce in profondità stimolando risposte significative che ho riassunto in tre ‘storie di vita’. Le storie di vita sono raccontate da testimoni privilegiati (figli delle persone inserite nel campione di ricerca). Esse rappresentano un valore aggiunto: descrivono tre diversi disturbi del comportamento e il modo di adattare me stessa e il mio lavoro.

C’è poi il tema del corpo: elemento fondante per la costruzione di mente, conoscenza, identità ed il ruolo della percezione e del tatto in questo processo. In questa parte si parla infatti del concetto di embodiment, la teoria della mente che tiene conto dei processi senso-motori per lo sviluppo cognitivo.

Chiudo lo studio con la ricerca qualitativa che illustra i benefici dello Shiatsu su persone con Alzheimer e demenza.
Il campione dello studio è costituito da 20 persone ad uno stadio moderato-severo di malattia residenti in struttura.
I trattamenti Shiatsu effettuati sono in totale 450, un numero veramente significativo!
Gli strumenti utilizzati per la ricerca sono sia soggettivi (scheda di valutazione e diario) che oggettivi (saturimetro e tensiometro); i dati raccolti sono stati elaborati attraverso dei grafici che mostrano in modo chiaro i benefici in termini di rilassamento, addormentamento, calma, presenza.

Chi può essere interessato a questo lavoro

Dal mio punto di vista questo lavoro ha un ampio campo di riferimento:

  • Le strutture sanitarie e assistenziali. Si occupano del ‘prendersi cura’ della persona con demenza e sono già consapevoli dell’importanza delle terapie non farmacologiche. Conoscere lo Shiatsu e quali benefici può portare al malato, e pertanto alla struttura, aggiunge una nuova disciplina al ventaglio delle opportunità.
  • Parenti e caregivers. Lo Shiatsu è una disciplina che si presta ad essere praticata in struttura come a domicilio e dunque anche persone che ancora non sono state istituzionalizzate possono riceverlo traendone gli stessi benefici esposti nell’elaborato.
  • Associazioni, Enti di supporto, Centri diurni. Intorno alle problematiche legate alla demenza si è sviluppata una realtà associazionistica importante che offre sostegno, informazione, collaborazione a parenti e cargivers ed è di loro interesse tutto ciò che rappresenta un miglioramento della qualità di vita per la persona malata e di conseguenza per chi l’assiste.
  • Medici di base, neurologi, fisiatri, psicologi. Si occupano della ‘cura’ della persona con demenza e hanno uno sguardo a 360° per garantirle una presa in carico che risponda a tutte le sue esigenze, sia che il malato sia residente in struttura che in famiglia.
  • Operatori Shiatsu e operatori di altre terapie non farmacologiche. In particolare gli operatori Shiatsu possono trarre molte informazioni da questo elaborato ma anche operatori di altre discipline che non sono centrate sul tocco possono scoprirne l’importanza ed integrarlo nel loro lavoro.
  • Cure Palliative. Sono un insieme di interventi, terapeutici e non, rivolti alla persona malata che non risponde più a trattamenti specifici e al suo nucleo familiare. In passato erano quasi esclusivamente rivolte a persone con patologie oncologiche ma gradualmente si sono aperte anche alle patologie neurologiche (comprese dunque le varie forme di demenza), respiratorie e cardiache.

Dal mio diario

Ho viaggiato nel territorio inesplorato dei miei riceventi, che, senza bisogno di capire, mi hanno indicato come e dove incontrarli per passare del tempo piacevolmente insieme.’

Quando la tocco con il giusto ‘come’ e la tocco nel giusto ‘dove’ sono pienamente con lei e sono qui per lei, e lei pare accorgersi di me. La sua presenza cambia, il suo respiro cambia, si ammorbidisce, si distende.’

‘Con queste persone così gravemente malate ho raggiunto dei punti di così intensa e alta comunione, in questo non luogo dove ci incontriamo sembra che la complessità della vita abbia lasciato posto alla semplicità dell’essere che è tutto qui a portata delle mie mani.

Dal mio diario, strumento soggettivo di raccolta dati per la ricerca qualitativa.

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Photo by Daniela Piola

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