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“Le terapie non farmacologiche trovano sempre più spazio in ambiti di cura realizzando la loro natura di integrarsi al/nel processo di guarigione piuttosto che porsi come alternative alla medicina tradizionale.
Questa integrazione risulta più matura e sviluppata in quegli ambiti medico/sanitari centrati sulla persona e non sulla la malattia, ossia dove, oltre ad occuparsi della ‘cura’ della patologia, ci si ‘prende cura’ dello stato psicofisico e della qualità della vita del paziente.”

Brigida Modesti

Il Forum della Non Autosufficienza è un Convegno rivolto a tutti gli operatori, studiosi, esperti e imprenditori del settore per sviluppare, discutere e progettare le politiche per la ‘non autosufficienza’ e gli interventi nella pratica quotidiana di aiuto. 

Ho presentato lo Studio Clinico Shiatsu&Alzheimer alla X Ed. del Forum della Non Autosufficienza a Bologna il 28-29 Novembre 2018.

In particolare il 29 novembre allo Spazio Proposte ho illustrato i risultati raccolti nello Studio Clinico effettuato presso la Residenza Protetta Non ti scordar di me circa gli effetti dello Shiatsu su pazienti con Alzheimer.
La partecipazione è stata in collaborazione con la Dott.ssa Brigida Modesti, psicologa e specialista della terza età, che ha presentato le Terapie Non Farmacologiche, tra le quali rientra lo Shiatsu.

Forum della Non Atutosufficienza

 

Il Progetto Shiatsu&Alzheimer

Il Progetto è nato nel 2015 da una mia proposta all’Associazione Alzheimer Orvieto Onlus. L’Associazione ha accolto e sostenuto il Progetto che è stato realizzato nella Residenza Protetta ‘Non ti scordar di me’ di Castel Giorgio (TR). Inizialmente sostenuto interamente dall’Associazione, gradualmente anche la struttura che lo ospita si è fatta carico della spesa e questo grazie agli evidenti risultati dello Shiatsu su pazienti con Alzheimer.

Lo Shiatsu infatti rappresenta sia una tecnica di rilassamento profondo ma anche una tecnica che permette di ‘stabilire un contatto’, una comunicazione non verbale che avviene attraverso il contatto. Rappresenta la possibilità di ‘stare insieme’ e ‘comunicare senza parlare’ e soprattutto senza il ‘bisogno di capire’ da parte del malato di Alzheimer.

Ho maturato la convinzione che lo Shiatsu potesse essere efficace con persone affette da Alzheimer nel corso degli anni di esperienza in cui ho lavorato nell’ambito delle Cure palliative con malati oncologici in fase terminale di vita. Per verificare questa convinzione all’esperienza pratica ho affiancato uno Studio Clinico.

Ho raccolto dati e informazioni prima e dopo i trattamenti effettuati a pazienti ad uno stadio medio-grave di malattia residenti nella struttura. Il lavoro che ho presentato al Forum della Non Autosufficienza illustra il materiale prodotto; mostra inoltre gli interessanti ed incoraggianti risultati ottenuti nonché i miglioramenti che i pazienti hanno manifestato con il trattamento Shiatsu. In particolare con riferimento ad alcuni indicatori: stato di vigilanza, stato di rilassamento osservato, respirazione, pressione arteriosa e battito cardiaco.

Il Progetto Shiatsu&Alzheimer si è interrotto a Febbraio 2020 a causa del Covid-19.

In che modo ho applicato lo Shiatsu al malato di Alzheimer

Lo Shiatsu è una pratica a mediazione corporea che utilizza la digitopressione per stimolare l’energia del ricevente e favorirne il naturale flusso. La pressione è sempre calibra sulle possibilità del ricevente e per questo la disciplina si presta ad essere applicata a persone in qualsiasi condizione e stato. La capacità di calibrare la pressione esercitata è frutto di esperienza, sensibilità e professionalità dell’Operatore.

Se la pressione viene applicata nel modo giusto, il contatto rappresenta uno stimolo importante per il ricevente e il suo corpo risponde in modo semplice, intuitivo, senza filtri e senza condizionamenti. L’attenzione e l’ascolto di questa risposta orienta poi l’Operatore e il suo lavoro che prosegue offrendo nuovi stimoli ed ascoltandone risposte.

Questa attività costituisce uno scambio continuo e reciproco, silenzioso, perché è il corpo a parlare. Questo scambio è il cuore della relazione che si stabilisce tra Operatore e ricevente (che sia esso sano o malato). Nel caso di un paziente Alzheimer ciò costituisce il valore aggiunto di questa disciplina che permette al malato di Alzheimer di entrare in relazione con qualcuno senza bisogno di capire o di parlare e farsi capire, ma solo di ‘stare insieme’.

Insieme’ è una parola fondamentale. E questi pazienti, che sembrano irrimediabilmente isolati dalla malattia e dalla demenza, sono in grado almeno per un po’, di stabilire legami.

Oliver Sacks

In questo video (al 40′) un breve intervento in cui racconto della mia esperienza di Operatrice Shiatsu con persone malate di Alzheimer in un incontro online organizzato dalla FISieo in occasione della Settimana dello Shiatsu.

 
Photo by Daniela Piola

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